Quando adottiamo un cane ci aspettiamo che sia felice e prospettiamo per lui una vita meravigliosa.

Diamo per scontato che tanto loro sanno a cosa vanno incontro, una famiglia amorevole che lo amerà per tutta la vita. Ci aspettiamo che appena ci vedono, ci riconoscano subito come i suoi salvatori.

 

LA PROSPETTIVA DEL CANE

Ci dirà “sei la persona migliore che abbia mai incontrato. Ti sarò riconoscente e sarò un bravo cane. Avremo tante belle avventure insieme. Ti ringrazio. Guarda la mia coda, sono felice!  Quello che pensa invece è:

Chi diavolo è questa? Sembra molto carina ma perché non smette di fissarmi? Per favore non mi toccare, non mi toccare ho detto! Non ti conosco. Perché mi tocchi? Non conosco le tue mani e so che le mani fanno male. Dove andiamo? Cos’è questo rumore? E perché devo sedermi qui e tutto si muove? Per favore voglio uscire, dov’è l’uscita? Per favore smettila di guardarmi, smettila di toccarmi!

Non ponendoci alcun problema e considerando le cose dalla nostra prospettiva, diamo corso ad una serie di azioni normali per noi, tanto il cane capisce quello che stiamo facendo: li catapultiamo in macchina (non considerando magari che in una macchina non sono mai saliti), li portiamo in una nuova casa, li presentiamo a nuovi animali e persone. Incuranti dello stress emotivo a cui il cane va incontro pensiamo “lo abbiamo adottato e per questo ci deve essere riconoscente; sicuramente lui capisce che si trova nella sua nuova casa dove tutti saranno amorevoli con lui” e per dimostrarglielo, magari lo strapazziamo di coccole e carezze”.

Il mondo moderno sicuramente non è un ambiente rilassante per un cane. I cani vivono in un mondo che non fa senso per loro. È come se ci chiedessero di trasferirci in un paese dove parlano una lingua, abitudini e costumi completamente diversi dai nostri.

 

LO STRESS DA PAURA: LA FUGA O LA LOTTA

Molte volte i cani esprimono questo stress nei confronti delle “cose” estranee attraverso l’abbaio. I cani provano paura ed hanno una risposta connessa con lo stress proprio come noi umani. Quando qualcosa ci fa paura i livelli di adrenalina aumentano, il battito cardiaco anche e il nostro cervello diventa meno capace di fare scelte.

Le uniche due scelte possibili in questo tipo di condizione, quelle più istintive che non vengono elaborate nel cervello razionale ma in quello irrazionale, sembrano essere la “fuga” o la “lotta”. Quando il cervello irrazionale decide “ehi, questa cosa non mi piace!”, il talamo produce un flusso di ormoni responsabili di risposte collegate allo stress.

Avete mai provato a ragionare con qualcuno che è preda ad una forte emozione come la rabbia o la paura appunto? Avete mai provato a riportare il cane sotto controllo quando abbaia ad un estraneo per paura? Sicuramente vi sarete accorti quanto difficile sia far fronte ad una situazione di stress.

 

L’IMPORTANZA DELLA SOCIALIZZAZIONE

Durante la quotidianità il cane può incontrare una serie di stimoli che lo inducono a risposte legate allo stress. Se lo avete “socializzato” e “introdotto” a questi stimoli quando era giovane, molto probabilmente avrà imparato che questi stimoli (oggetti, persone, situazioni) non sono paurosi. Se non lo avete socializzato invece, sarà duro dimostrargli che un uomo strano con un cappello o con un ombrello non è qualcosa di cui aver paura.

L’altro giorno in spiaggia Nelson ha incontrato una boa arenata sulla riva, cosa che non aveva mai visto in vita sua. Ha iniziato dapprima ad indietreggiare nel tentativo di “fuggire” dallo stimolo, poi ha messo in atto il comportamento contrario, ha iniziato a mostrare i denti e ad abbaiare nel tentativo di “lottare” contro la boa. Finalmente ha capito che il “mostro” non si muoveva, non reagiva, e ha deciso, con una certa curiosità, di andargli più vicino per capire di cosa si trattava. Ha alternato avvicinamenti e repentini indietreggiamenti fino a quando il suo cervello razionale ha preso il sopravvento su quello irrazionale e non gli ha comunicato che non c’era motivo di spaventarsi.

 

I SEGNALI DELLO STRESS

Quando siamo in stress il nostro corpo produce adrenalina e cortisolo che ci induce a scappare o a lottare. Una normale risposta allo stress include:

  • Evitamento: non guardare, indietreggiare, cercare un rifugio sicuro
  • Aggressione da difesa: ringhiare o abbaiare
  • Cercare il contatto visivo o del corpo con umani o altri compagni pelosi per essere rassicurati (per es.nascondersi dietro le gambe).

Quando i cani non possono scappare o lottare, ci sono altri comportamenti e atteggiamenti legati allo stress che mettono in atto. Riporto qui una lista di quelli più frequenti:

  • leccarsi le labbra
  • orecchie basse
  • lineamenti della faccia tesi
  • ansimano
  • posture basse del corpo
  • movimenti lenti.

Molto probabilmente in una situazione molto difficile emotivamente, quando lo stress è tanto, rifiutano il cibo o il premio che gli si vuole usare per controcondizionarli a vincere la paura.

Se lo stimolo pauroso si allontana, la situazione ritorna alla normalità. Il corpo non produce più ormoni dello stress ed entro 7/10 minuti l’adrenalina e il cortisolo presenti si sono dissipati.

Quando abbiamo a che fare con un cane pauroso adottato da un canile o strappato ad una situazione di isolamento (per es. una cucciolata trovata in una campagna) adottiamo un animale che è già in una situazione di stress o è predisposto ad una risposta legata allo stress molto forte nei confronti degli stimoli nuovi.

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LE ATTIVITÀ SOSTITUTIVE COME REAZIONE ALLO STRESS

Le cosiddette “attività sostitutive” e i comportamenti stereotipati (mangiare cose che non dovrebbero, girare sempre in tondo, leccarsi parti del corpo in modo eccessivo, mordersi la coda, bere in modo eccessivo, anoressia o al contrario bulimia) sono molto diffusi nei cani che sono rinchiusi in canile. Alcuni di essi possono arrivare anche ad avere le allucinazioni, cacciano mosche immaginarie o hanno lo sguardo fisso nel vuoto.

Ci sono anche cani che non presentano i comportamenti descritti sopra ma che potrebbero essere molto vicini ad esibirli quando si trovano davanti qualcosa di nuovo e sconosciuto.

Quando qualcuno li adotta si vedono catapultati in un ora o poco più da un ambiente dove non accadeva nulla in uno dove accadono troppe cose e gli stimoli sono troppo forti. Il loro mondo è letteralmente stravolto.


E invece di dare loro tempo e fare le cose in modo graduale abbiamo già oltrepassato la “red line” ed ecco che le risposte legate allo stress non si fanno attendere. Ed è così che un cane che mostra i denti o ha le orecchie basse a causa dello stress e della paura può sferrare un attacco in qualsiasi momento se insistiamo ad avvicinarci troppo non riconoscendo i segnali che ci invia. Nel migliore dei casi, un cane in preda alla paura si limita ad urinare o a nascondersi in qualche angolino.

Diventa fondamentale quindi, per ogni proprietario, Inverno 40 Uomini 39 Peluche Sole Le 38 Rosso Antiscivolo Coppia Caldo Dentro Cotone 270 Attracco Pavimento Pantofole Pantofole 41 O Spessi E a imparare a “leggere” il linguaggio del cane. Imparare questa meravigliosa “lingua straniera” sicuramente ci aiuterà ad entrare più in sintonia con i suoi stati d’animo e con i suoi bisogni adottando il “suo” punto di vista.

 

L’AMMMMORE NON BASTA

Pensiamo che sia sufficiente dare al nostro nuovo arrivato affetto, giochi e cibo per rassicurarlo e farlo sentire bene quando basterebbero invece due paroline magiche: “tempo” e “calma”. Molto probabilmente la cosa migliore da fare è sedersi e leggere un libro per un paio di ore mentre il nostro amico prende confidenza con il nuovo ambiente. Sicuramente non è come vi siete immaginati il primo incontro, ma state sicuri che è il modo migliore per aiutarlo ad affrontare la sua nuova vita.

Barbara Dimitri

www.addestramentodelcane.com

 

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